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Superare i 60 non vuol dire gettare il passato, nonostante la quotidianità venga adombrata da ingiustizie che bisogna sopportare e che indeboliscono spesso il desiderio di proseguire, talvolta addirittura con la voglia di lanciarsi e farsi soccombere giù nel dimenticatoio.

La voglia di lottare mi rimane, grazie alla fedeltà per la vita, acquisita in diverse occasioni, ritrovata grazie ad una persona nel mio cuore adulto, proseguita da quando aspettavo le mie figlie e ratificata e cresciuta con la nascita del mio nipotino paradisiaco, di nome Eden.

Per questo dopo tanto, ho deciso di soffermare il mio tempo estivo di questo 2025, per iniziare a condensare il passato, il presente ed ovviamente il futuro, in questo “giornale/diario di vita”. Un futuro che sarà lungo per tutto il tempo che i miei discendenti utilizzeranno per mantenere queste testimonianze on-line.

Ho qui condensato i miei vari siti Internet, le mie letture, il mio nero su bianco pubblicato su quotidiani, periodici on-line e non soltanto, i libri che scrivo con l’augurio di far pensare, far divertire anche, riempire di colori e di vita, anche quando si parla di Storia: proprio quella che oggi viene calpestata, cambiata da rozzezza organizzata e sempre più pericolosa. In diversi miei articoli scrivo dell’ignoranza che ha mantenuto per alcuni anni il potere, facendola diventare cultura del paese. Figlia di una politica che ha iniziato ad eliminare coloro che sapevano di più. Per questo come se ne è presentata l’occasione, ha favorito la crescita e la rinascita dell’antisemitismo, addirittura condannando chi lotta contro questo atavico e presente razzismo. Una guerra a tutto spiano, che colpisce tutti i livelli della società, della politica, dell’informazione in gran parte malsana, che ha suggellato il terroristi come unici grandi comunicatori.

Come durante il ventennio l’Italia avanzava in Russia, mentre le sue forze di mare, di cielo e di terra sconfiggevano gli eserciti alleati, oggi prima ancora che una bomba venga lanciata, si condivide il “ministero della salute” di un riconosciuto gruppo terroristico, piangendo tutti assieme i bambini e le donne morte a centinaia in ospedali e scuole colpite. Questo in una terra senza case, senza uomini, senza tunnel, senza decenni di lanci di missili verso popolazioni inerme e pacifiche, massacrate come lo furono durante la Shoah. Una terra soprattutto senza ostaggi e costituita da esseri cui la bieca politica di cui prima, sta lavando le mani. Le azioni di Hamas, Hezbollah, Houti ed ovviamente Iran, vengono quasi benedette da molti occidentali.

Basterebbe partire dalla Storia, come indicato prima e chiedersi perché gli arabi non hanno accettato quanto dettato della Società delle Nazioni di due stati per due popoli, pur di non accettare gli ebrei che andavano costituendo uno stato aperto a tutte le religioni. Domandarsi poi perché Sadat e L’Egitto non hanno rivoluto Gaza e Re Hussein la Giordania… e vadano gli ignoranti a chiamare queste due terre Palestina, alla faccia della Brigata Palestinese-Ebraica e del 25 aprile e di Toscanini e la fondazione della Filarmonica Palestinese.

La mia vita è stata da sempre legata alla famiglia, a persone che ho amato in un modo o in un altro, o che si sono fatte amare in modo proprio e talvolta particolare; alla conoscenza mai ottenuta pienamente, delle infinite sfaccettature di interpretare, concepire, esprimere i propri sentimenti e capire quelli altrui.

Forse sono egocentrico … si sicuramente lo sono, d’altronde non potrei concepire una vita senza qualcosa di positivo che rimanga ai posteri. Narcisista non credo: se sono nato bello, intelligente e simpatico lo devo ai miei, ma non prendetevela contro di loro, altrimenti potrei arrabbiarmi. Mi sembra di diventare un Woody Allen abbruttito.

Per ora fermo qui questa pagina introduttiva, poi chissà …

Alan Davìd

Quando lo psicanalista mi disse di riscontrare in me una doppia personalità,
iniziai subito una terapia di coppia!

(Alan Davìd Baumann 2022)

Sono nato a Roma il 15 maggio 1964.

Giornalista dagli anni Ottanta, ho creato e dirigo dal 2005 la testata on-line “L’ideale” e collaboro con altri periodici. Per oltre un trentennio, nel Giorno della Memoria – e non solo – ho portato la mia testimonianza di seconda generazione nelle scuole di ogni ordine e grado. Sono stato vicecoordinatore nazionale della “Survivors of the Shoah Visual History Foundation” creata da Steven Spielberg. 

Dai primi anni 90 organizzo mostre, curo siti internet, collaboro anche graficamente nella stesura di libri d’arte.

Da oltre una decina d’anni ho creato “ABEF – artchivio baumann e fischer” e sto per varare la “Eva Fischer Foundation”. 

Nel 2022 è uscito il mio libro storico-familiare “La Guerra dei 6 Giorni non terminò con mio Padre” con la prefazione di Lia Levi. Nel 2023 ho pubblicato “La Shoah a colori” ed “I sogni interrotti” con poesie dell’amica Edith Bruck. Ho anche scritto un paio di monografie su Eva Fischer.

By Alan David Baumann

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