La CGIL augura un felice Capodanno agli italiani di religione ebraica

Dalla pagina della Treccani: Sindacato: Associazione di lavoratori o di datori di lavoro costituita per la tutela di interessi professionali collettivi. Nel linguaggio economico e finanziario, coalizione di imprese.

Il sindacalismo è la dottrina e prassi politico-economica, di varia matrice ideologica e culturale, finalizzata all’organizzazione dei lavoratori in sindacato.

Dopo i fatti di Sabra e Shatila nel 1982, i perenni campi profughi, come vengono chiamati i luoghi dove a distanza di decenni, in questo caso al sud del Libano, viene tenuta parte del popolo arabo che fu costretta dai propri capi a rifiutare nel 1947-48, la creazione di uno Stato libero e magari democratico, al fianco di quello definito ebraico. Questo atteggiamento fu indotto dagli stati arabi allora schierati con l’URSS, per contrastare gli Stati Uniti. Sebbene avessero vissuto accanto per millenni, tutto sommato condividendo la regione dell’antico Israele – nonostante l’Impero Ottomano ed altre colonizzazioni – sin dal giorno dopo la nascita di Israele, la sera del 14 maggio 1948, iniziarono delle dure e sanguinose guerre. Israele è sempre riuscito a difendersi, ma quanto aveva sperato durante la seconda guerra mondiale il Gran Mufti di Gerusalemme, grande amico di Hitler, ha avuto esito il 7 ottobre 2023, a seguito del quale, alcune politiche presenti in molti stati “occidentali” stanno mettendo a dura prova non soltanto lo Stato di Israele, ma anche i loro cittadini di fede ebraica.

Poco sta a che vedere con chi sta al governo ora in Israele, perché come sempre, basta un singolo schiaffo dato giustamente da Gerusalemme, per rappresaglia o semplicemente per difendersi, per far riaffiorare ogni antisemitismo, sia esso storico, religioso, politico o di altra matrice. L’antisemitismo si scaglia e si moltiplica con velocità impressionante, miscuglio fra moda e “libertà di sfogo” per ogni cosa repressa e per ogni finta cultura di una società.

Dopo quanto accaduto a Sabra e Shatila, per mano dei Cristiano Maroniti, in quanto fu un atto di vendetta dopo l’attentato per mano palestinese e sunnita, che uccise il presidente libanese (e cristiano) Bashir Gemayelma. Ovviamente venne incolpato l’esercito di Israele ed a Roma, esponenti della CGIL, allora il principale sindacato italiano, lasciarono una bara sotto il Tempio Maggiore. Il clima di violenza scatenato si concretizzò il 9 ottobre 1982, quando un commando terrorista attaccò la sinagoga, causando la morte di Stefano Gaj Taché di due anni e il ferimento di 37 persone. Oltre alla bara della CGIL, in via Garfagnana era stato affisso uno striscione con la scritta «Bruceremo i covi sionisti» 

Per domani 22 settembre 2025, il segretario nazionale della CGIL, Maurizio Landini ha promosso la Giornata di mobilitazione con scioperi e manifestazioni, per Gaza.

La prima domanda che sorge istantanea è: ma che cosa c’entra il Sindacato con quanto sta accadendo in Asia? Seguita dall’intuitiva richiesta di sapere quale sarà il guadagno che ricaveranno i lavoratori italiani dal blocco di – a loro dire – una gran parte dei trasporti, della logistica, dell’industria, etc.? Ultimo quesito: sarà stata scelta la data del 22 settembre perché corrisponde al Capodanno ebraico Rosh ha-shana, tanto per augurare ad ogni ebreo un felice anno?

Prima dell’attuale governo, alcuni sindacati non se la sono sentita di esprimere le proprie lamentele, in quanto avrebbero costituito una sorte di ammutinamento contro i 5 stelle e quanti facevano parte della coalizione.

Ora che potrebbero avere delle motivazioni sindacali contro l’attuale governo di centro-destra, creando una lecita opposizione, anche in vista dei prossimi rincari dovuti alla guerra fra Ucraina e Russia, vedremo invece una, temiamo, grande inscenata razzista, antisemita e di assoluta ignoranza storico culturale, a difesa di Hamas.

Ricordiamo che i palestinesi del 1982 si allenavano in quei “campi profughi” al fianco delle Brigate Rosse e della Baader Meinhof (La Rote Armee Fraktion). Sotto la voce “terrorismo”, il punto primo dell’Enciclopedia del Novecento della Treccani, ha come titolo, non a caso,  Il terrorismo come spettacolo.

Ci chiediamo chi interpreterà i principali ruoli della comparsata, rammaricandoci per chi dovrebbe invece occuparsi delle difficoltà del lavoro e dei lavoratori in Italia.

By Alan David Baumann

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