Hip hip hip UNRWA !

Si è svolto presso l’Associazione della Stampa Estera in Italia, il briefing sulle Agenzie delle Nazioni Unite ed il conflitto in Medio Oriente, relatore Hillel Neuer, Direttore Esecutivo di United Nations Watch.

Per quasi due ore ha illustrato come gran parte della dirigenza di Hamas sia costituita da uomini pagati da noi tutti, ossia con incarichi delle Nazioni Unite, e per citarne solo alcuni: da Ahmed Labad a Suhail Akl-Hindi a Khalil el-Halabi e Amir Al-Mishal. Alcuni di loro curano per l’UNRWA i servizi scolastici, che insegnano, come noto a coloro che preferiscono vederne le prove, una storia difforme alla realtà e la scelta di combattere Israele e l’ebraismo intero. Non parliamo poi delle antiche presenze antisemite, dalla Albanese alla presidente della commissione che ha appena stilato per le UN delle accuse telecomandate contro Israele.

UN Watch ha pubblicato questo mese un dossier di oltre 230 pagine, ricco di fotografie e prove. Quelle prove che il mondo propal si rifiuta di prendere in considerazione, promuovendo esclusivamente le cifre fantasiose di Hamas.

Lo dimostra il fatto, come ha sottolineato Lisa Billig,  responsabile per l’Italia dell’American Jewish Commettee e promotrice di questa conferenza stampa assieme all’avv. Cristina Franco, presidente dell’Associazione Italia-Israele di Savona, che fra gli intervenuti, oltre al collega del Times di Londra, non vi erano voci neutre o discordanti, né mezzi di comunicazione importanti. Eppure si parlava di United Nations.

Siamo portati a credere di vivere quotidianamente alle prese con i figli di Goebbels, il Ministro della Propaganda hitleriano, che sosteneva che a furia di ripetere delle cose false, sarebbero diventate realtà.

Visto il comportamento di Hamas, degli Hezbollah, degli iraniani, degli Houthi e di tutti coloro che si schierano con loro, non abbiamo più il dubbio che i loro simpatizzanti non siano a favore del popolo arabo ex egiziano o giordano che – spesso ad insaputa degli stessi propal – costituiscono queste due parti definite “palestinesi”.  I propal sono oggi a favore di Hamas e sono figli di Goebbels e definirli nazicomunisti non è affatto errato.

Non accettano di visualizzare alcuna prova del misfatto perpetrato il 7 ottobre, basandosi solo su Gazawood, un mondo pieno di balle. Fotografie dimostrano come un bambino palestinese “muoia” più di una volta, come i cadaveri si rialzino a scena terminata, come Gaza non sia fatta da soli ospedali o scuole che quotidianamente vengono abbattuti con l’uccisione esclusiva di bambini e donne (a volte se ne conoscono il numero prima dell’attacco israeliano). I filmati dell’evacuazione da Gaza city non fa vedere alcuna persona sofferente di carestia alimentare.  I manifestanti pro Hamas, rifiutano soprattutto di ammettere che il 7 ottobre, oltre agli orrori che hanno fatto diventare dilettanti i boia medioevali o nazisti, il “semplice” fatto di aver lanciato contemporaneamente oltre 3.000 missili da Gaza – erano già oltre 10 gli anni di lanci quotidiani verso Israele – ha fatto notare come Hamas non abbia mai pensato ad altro, oltre che a voler annientare il popolo ebraico. Oltretutto rifiutano di credere che a Gaza non erano presenti degli insediamenti israeliani: insomma la Storia è diventata una mera sceneggiatura.

Spaventoso il fatto che in troppi ci credano, anche al di fuori dalla nomenclatura dettata da finta politica, che non trova altro argomento per contrastare il governo. Abbiamo dovuto dire addio ad antiche amicizie, che credono a scatola chiusa a quel che l’informazione errata propone loro, non fidandosi neanche di chi conoscono da tempo immemore. Essere propal automaticamente impone diventare antisemita, in quanto non si vuole neanche valutare la minima possibilità che Israele, la Diaspora Ebraica ed i pochi ma amabili loro amici, possano avere ragione. A priori ha ragione Hamas foraggiata dalle Nazioni Unite.

Da oggi si aspettano governi succubi di troppe presenze arabe nei loro territori, oggi la Gran Bretagna, domani la Francia e la Spagna, riconoscere lo Stato che non c’è, soprattutto geograficamente, sempre che loro non vogliano eliminare Israele. Basterebbe guardare una cartina geografica per rendersene conto, ma creare una nuova inquisizione ed avallare l’eliminazione di una popolazione costituita da pochi milioni di persone, come quella ebraica, sembrerebbe più facile per costoro, piuttosto che ammettere che ben presto le nuove generazioni europee dovranno imparare anzitutto l’arabo, poi altre lingue come il cinese ed il russo, per quel che sarà la forte affluenza dall’Africa e da altre decine di conflitti che oggi non hanno importanza, perché sembrano lontani (e sono meno convenienti per molti politici).

Forse, auguriamoci questo “forse”, questa sarà la nuova Europa: lo spagnolo Ahmed, il francese Omar e il danese Ali, che immagineranno le loro connazionali Nour, Lina, Yasmine, sotto i loro Niqab. Tanto la fantasia eurabica non manca e viene da tempo presa per buona, specialmente se rende libero il pensiero antisemita.

Nella foto un futuro bimbo europeo.

By Alan David Baumann

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