Non basta avere un diploma per fare buona diplomazia

Le diplomazie sembrano fallire, ma forse sarebbe più appropriato chiederci per quale motivo le fanno sbagliare o perché sembrano iniziare ma lo sono solo nei sogni e desideri, come se facenti parte di un vecchio cartoon.

Le diplomazie sono oggi pressoché impossibili se intraprese fra due contendenti: si necessita l’intervento di terze o addirittura quarte parti ed ognuna chiederà poi qualcosa in cambio ai due avversari. Si tratta quindi di una sottilissima ragnatela tessuta da più soggetti ed ognuno, come nella natura umana, segue i propri istinti, caratteristiche, caratteri, soprattutto convenienze; facenti leva sulla propria forza o la capacità di inganno, suggestione, bravura e/o meschinità, egoismo. Insomma, tutte le scienze che la politica potrebbe mettere a disposizione.

Sembra difficile basarsi su individui e/o gruppi, stati, società o altro, perché in ognuno può trovarsi una o più mele marce. Manca semplicemente il valore della fiducia.

Affinché le parti riescano a sedersi ad un tavolo per iniziare delle effettive trattative, si deve anzitutto trovare gli elementi corretti per un accurato dialogo. Non vi sono solo i conflitti reali, come le due guerre maggiormente note: Ucraina e Medioriente, che fanno parte delle quasi 60 note nel mondo di oggi. Queste sono ostilità dove muoiono delle persone. Vi sono poi gli scontri economici costituiti da tasse e dazi amari. Riguardano ogni paese del mondo.

L’essere umano vive ancora sulla propria collinetta, cercando di conquistare quella accanto. L’enorme battaglia che tutti dovrebbero intraprendere, riguarda la triste situazione legata alla salute del pianeta. È il caso lampante che raggruppa tutti quei fattori negativi che creano i conflitti elencati prima. Per stare meglio dovremmo iniziare con serietà ad inquinare di meno, ma non tutti i paesi sono propizi a chiudere delle dannosissime industrie, o a facilitare l’utilizzo di macchine meno nocive alla salute della natura terrestre: servirebbe un’unica base politico-economica, pur riuscendo a mantenere il mondo democratico. Sembrerebbe un paradosso con oltre 8 miliardi di cosiddetti umani, perennemente in conflitto tra loro. Non vi riuscirebbe alcuna tipologia di comando. Bisognerebbe però iniziare e seriamente. Esempio: se ognuno suddividendo i propri scarti casalinghi, impiegasse tre secondi per svuotare il sacco di plastica che contiene il vetro, nell’apposito contenitore “solo vetro” e deponesse la busta utilizzata nel “solo plastica” o “solo carta”, si andrebbe ad immaginare che alcuni miliardi di buste, ossia milioni di tonnellate di plastica o carta, finirebbero riciclati a dovere, senza oltretutto sporcare quello legato al vetro. Purtroppo, anche questo rimane solo un esempio.

A.A.A. Cercasi qualcuno di abile, cosciente, possibilmente onesto e con poche pretese, per intraprendere azioni di diplomazia da estendere ai vicini di casa e di paese. Con possibilità multilingua, pur esprimendo sempre lo stesso concetto. Si accettano conducenti di nazioni atti a cercare ogni tipologia di pace senza cedere o fare compromessi dannosi agli uni o agli altri. Non importa nazione, religione, colore della pelle, tifoseria della Lazio.

Non si accettano perditempo.

By Alan David Baumann

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