Giornalismo & …

Come girano i …. droni

Come girano i …. droni

Io capisco il sorvolo non autorizzato di una decina di droni provenienti dalla Russia... MA: sono 14 anni che da Gaza, dal Libano, dallo Yemen, dall'Iran, piovono missili, ripeto missili e droni contro le città israeliane e ciò nonostante in Europa non solo non ci si rende conto, ma dopo le nuove preoccupazioni sui cieli polacchi cosa fa l'Europa dopo quasi due anni dal 7 ottobre 2023? "punisce" Israele. Eravamo ridicoli come staterello (l'Italia), ora lo siamo come Europa "unita" e questo per accontentare coloro che non si ricordano neanche della propria bandiera. In Francia si sta concludendo una giornata…
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A’ la guerre comme à la guerre

A’ la guerre comme à la guerre

Oggigiorno nel mondo sono attivi secondo vari siti, 56 conflitti di diversa estensione e intensità, che coinvolgono più o meno direttamente, oltre 92 Paesi. Dal Medioriente all'Ucraina, dal Myanmar al Messico, vediamo una panoramica di queste 56 guerre, che costituiscono il numero più alto dalla Seconda Guerra Mondiale e coinvolgono direttamente o indirettamente almeno 92 Paesi, Italia compresa, costringendo oltre 100 milioni di persone a migrare, sia internamente sia all'estero, per sfuggire alle violenze. Negli ultimi cinque anni, inoltre, gli episodi o eventi violenti associabili a situazioni di conflitto sono quasi raddoppiati, passando da oltre 104.000 nel 2020 a quasi…
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Pur vincendo sul campo, l’Italia ha fatto una figuraccia

Pur vincendo sul campo, l’Italia ha fatto una figuraccia

Sia nelle pagine sportive di Mediaset che sul sito della Gazzetta, si scrive – almeno lì – della “protesta” dei tifosi azzurri durante la partita di calcio Israele-Italia, che si è svolta l’8 settembre allo stadio neutro di Debrecen (Ungheria). La partita non è certamente iniziata nel migliore dei modi sugli spalti. L’inno di Israele è stato ampliamente fischiato ed i tifosi italiani hanno dato le spalle al campo di gioco mentre veniva suonata la Hatikvah. La protesta è poi seguita con  l’esibizione di cartelli con la scritta “Stop”. A margine della partita, il governo israeliano aveva portato in Ungheria una…
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Chi tace acconsente!

Chi tace acconsente!

A Gerusalemme c’è stato un vile attentato ad un autobus con il pesante bilancio di sei morti – fra i quali uno spagnolo - e undici feriti di cui secondo alcune fonti, sei sono in gravi condizioni. Hamas lo ha proclamato come un’operazione eroica. Cosa ne pensano i politici ed i giornali nostrani? C’è stata la ferma condanna da parte del vicepresidente e ministro degli esteri Antonio Tajani, che scrive "Tutta la mia vicinanza ai familiari delle vittime coinvolte. Basta violenza, basta guerra. La priorità rimane quella di un immediato cessate il fuoco, di una rapida soluzione politica che porti…
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20 anni di editoria on-line

20 anni di editoria on-line

Il 30 agosto 2005 il Tribunale di Roma iscriveva la nuova testata giornalistica, con cadenza plurisettimanale, di nome L’ideale. Sono state alcune centinaia le persone che vi hanno collaborato, ma ci auguriamo soprattutto che tutti coloro che l’hanno letta in questi venti anni, abbiano ritrovato i presupposti che scrissi nel “Numero Zero” e che vi ripresento: Informazione oltre le consuetudini Un invito alla partecipazione collettiva ai fatti del quotidiano. Presenza non collocata in una semplice fase astratta e passiva soffermata su semplici nozioni (che a molti bastano per porsi a conoscenza), ma maturata su di un’accurata analisi dell’accaduto, dei motivi,…
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Un mondo che c’è ancora

Un mondo che c’è ancora

“… Però le cronache erano terrificanti. Yosele tradusse in yiddish il resoconto delle atrocità commesse contro neonati, contro patriarchi fatti a pezzi, ci riferì delle donne incinte cui era stato squarciato il ventre …” Volevo distrarmi dalle quotidiane notizie da Gaza, ed ho ripreso a leggere uno splendido libro: ”Di un mondo che non c’è più”, di Israel J. Singer (1893-1944). A pagina 240 l’autore scrive quanto ho appena citato, ma si parla di un pogrom che era stato perpetrato a Bialystock. Il racconto si svolge in Polonia 119 anni or sono, quindi all’inizio del XX secolo. La Russia dello…
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Il Ghetto mediatico

Il Ghetto mediatico

Sono un italiano di 61 anni e sono ebreo. Fino ad oggi ho trascorso una vita apparentemente tranquilla nella mia nazione, dal punto di vista della mia appartenenza religiosa. I miei genitori dicevano che sono nato in un’epoca senza guerre e senza razzismo, perché loro si erano dovuti sacrificare, ovviamente non per loro scelta. La Shoah ha portato via 41 parenti diretti dalle famiglie dei miei ascendenti. Verso i miei 18 anni, ho avuto un paio di episodi di antisemitismo “scolastico”, ma non mi ha recato danni o turbamenti d’animo. Il 7 ottobre 2023 ha invece riaperto le vecchie ferite…
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Trump dovrebbe dare ai rapiti la doppia cittadinanza

Trump dovrebbe dare ai rapiti la doppia cittadinanza

Il 21enne Edan Alexander è stato liberato e ne siamo felici. Per arrivare a questa decisione, Hamas è stato però interpellato direttamente dagli Stati Uniti. Il gesto non può che riempire di gioia, torniamo a ripeterlo, ma sta a dimostrare un nuovo attrito tra la presidenza statunitense e quella israeliana. È difficile in questi casi, sapere se è lecito che uno stato democratico scenda a compromessi con i peggiori esseri disumani come i terroristi; ma visto il “successo” di questa lunga mediazione, perché non chiedere a Donald Trump di dare ai resti di 38 rapiti ed ai 21 sopravvissuti, la…
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Non basta avere un diploma per fare buona diplomazia

Non basta avere un diploma per fare buona diplomazia

Le diplomazie sembrano fallire, ma forse sarebbe più appropriato chiederci per quale motivo le fanno sbagliare o perché sembrano iniziare ma lo sono solo nei sogni e desideri, come se facenti parte di un vecchio cartoon. Le diplomazie sono oggi pressoché impossibili se intraprese fra due contendenti: si necessita l’intervento di terze o addirittura quarte parti ed ognuna chiederà poi qualcosa in cambio ai due avversari. Si tratta quindi di una sottilissima ragnatela tessuta da più soggetti ed ognuno, come nella natura umana, segue i propri istinti, caratteristiche, caratteri, soprattutto convenienze; facenti leva sulla propria forza o la capacità di…
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25 aprile sotto scorta

25 aprile sotto scorta

Eravamo più del solito stamane al consueto appuntamento legato al Giorno della Liberazione, nonostante per misure di sicurezza, la nostra manifestazione è iniziata alle 08.00 per la durata di poco più di un’ora. Perché a noi eredi e seguaci della vera Brigata Palestinese-Ebraica, non è consentito gioire per più tempo della riconquistata libertà. Abbiamo portato la nostra corona sotto le lapidi che ricordano anzitutto la battaglia del 10 settembre 1943 a Porta San Paolo, poi l’arrivo delle truppe alleate che hanno definitivamente liberato la capitale. Abbiamo parlato alla stampa ed ai pochi ma cari amici che sono venuti per ossequiare…
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